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“Voglia” di..pinsa romana a due passi da Trebisacce

Voglia è istinto, immediatezza, irruenza. Ma anche tensione all’appagamento. Magari al termine di una giornata di mare, quando si è alla ricerca di aria fresca e sapori leggeri e consoni alle calde e, a volte, torride temperature estive.

Ma Voglia è anche una pinseria romana ubicata in un giardino in una tranquilla area residenziale dell’area jonica cosentina, Villapiana Scalo.

Lo spazio esterno è essenziale ma accogliente, i lumini sospesi tra gli alberi a dare la dimensione e l’atmosfera di una corte.

Quello che colpisce è, senz’altro, il savoir-faire della gestione, affidata a un manager del settore odontoiatrico, Paolo Andriolo: l’obiettivo era quello di distinguersi, in un territorio che si sta aprendo all’arte bianca – e Trebisacce ne è l’esempio lampante: la sua è una pinsa romana che strizza l’occhio alla focaccia barese, gustosa e convincente.

Ben strutturato l’impasto, con biga, lievitato 54 ore e con l’88% di idratazione. Le pinse, recita il menù, sono realizzate con farine (tutte biologiche ed OGM free) di grano tenero di tipo 0, di soia, di riso, semola rimacinata di grano duro, olio evo, sale e lievito secco.

Oltre alle classiche, è la sezione dedicata alle “romane” a convincere maggiormente: i loro nomi sono ispirati a quartieri celebri o note vie della Capitale. Del resto, com’è ben noto, tutte le strade portano a Roma. Anche, e soprattutto, quelle della pinsa.

 

 

Tante le conferme ma non mancano nuovi ingressi in carta a rendere, rispetto allo scorso anno, il menù decisamente più accattivante.

Tra le varianti “must” ci sono, senz’altro, la “Trionfale”, con fiordilatte, scaglie di baccalà, patate, peperoni cruschi e prezzemolo tritato, per restare in tema calabro-lucano; la “Pariolina”, decisamente più estiva, con culatello, pomodori cuore di bue, bufala e foglie di basilico, o, ancora, la più goduriosa “Aurelia”, con pomodoro cuore di bue, mortadella, stracciatella e crema di pistacchio. Per i più integralisti, si fa per dire, la Salaria. Il nome sembra non scelto a caso: non è, infatti, semplicemente il richiamo ad una delle più celebri vie che si dipartono dalla Capitale ma, onomatopeicamente richiama alla sapidità alici dello Jonio, capperi e cipolla di Tropea.

Tutte decisamente convincenti: una nuova e piacevole scoperta per una sosta rilassante e gustosa dopo un bagno in acque joniche, accompagnata da una semplice ma curata carta delle birre – rigorosamente artigianali – e, come immancabile dessert, dai Tartufi di Pizzo.

A due passi da Trebisacce, l’esperimento è di sicuro successo: l’obiettivo è quello di estendere il format anche al di fuori della cittadina jonica. Di certo, a breve, arriveranno novità.

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