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“Tre Miti”: il gusto di gelato made in Trebisacce con il “biondo” protagonista

Limone di Rocca Imperiale, mandorla di Amendolara e.. arancia di Trebisacce. Sono questi gli ingredienti del gusto “Tre Miti” proposto e.. rilanciato anche quest’anno dallo storico bar – pasticceria – gelateria De Marco. I tre frutti di punta dell’Alto Jonio divengono cosí protagonisti di una piacevole sinfonia artigianale di sapori, assolutamente da sperimentare.

La Playa, il gusto di un cocktail fresco e leggero sul mare di Trebisacce

Succo fresco di lime, sciroppo di zucchero, codex gin e foglie di basilico: sono questi gli elementi con i quali si compone il Gin Basil Smash, un cocktail perfetto per l’estate, che riesce, con il suo gusto armonico, dolce e fruttato, a venire incontro anche a tutti coloro che non sono appassionati di questo distillato. Dove provarlo a Trebisacce in questa calda estate in cui è divenuto sempre di maggior tendenza? Certamente alla “Playa”, che prova a regalare atmosfere dal richiamo esotico nel bel mezzo di un lungomare.. dalla storia saracena. Un locale dal taglio leggero, fresco, giovanile, così come la sua gestione, che ha avuto, nel “piccolo” di una località di mare, la capacità di stare sempre al passo con i tempi: un semplice chiosco in legno corredato da una piacevole e comoda seduta fronte mare, che, però, sa regalare attimi di serenità e spensieratezza, ma senza mai scendere nella banalità; gli appassionati di buon bere capiranno, così come quelli di buona musica: (quasi) ogni fine settimana un dj set diverso accompagna il corso della serata. Un po’ di quella vivacitá notturna che non guasta può solo accompagnare.

Trebisacce da bere. Lo “Spoon”, ovvero portare la movida alle spalle della Stazione con uno spirits and kitchen

Portare a Trebisacce il concept di “Spirits and Kitchen”, decisamente raro, soprattutto al sud: è questa la mission dello “Spoon”, che ha aperto le sue porte appena sei mesi fa. Il locale nasce dall’esperienza di Sonny Bagnato, esperto tender bar originario di Amendolara, che si è formato al Nord, ed in particolare a Milano, prima di riapprodare nella “sua” terra jonica. Il connubio di spiriti e cucina è quello su cui si basa il concept del locale: non una ristorazione classica in senso stretto, ma express, informale, che punta sulla ricerca del prodotto, inquadrata in un’ottica differente, e molto smart. E tutto questo si riflette nei drink (e nei piatti) che vengono proposti nel locale di Piazza Ottavio De Meo, sito in un antico e caratteristico edificio di inizio secolo scorso, sito proprio di fronte la Stazione Ferroviaria. Uno slargo che, dopo anni di totale abbandono, e nonostante il degrado imperante, ha ritrovato una centralità nella piccola ma vivace movida cittadina, soprattutto nei mesi freddi, a testimonianza di come l’iniziativa privata (a volte anche più delle istituzioni stesse) possa dare un gran contributo nel rivitalizzare i borghi antichi del Sud. Lo Spoon ha portato a Trebisacce diversi binomi, più tipici dell’atmosfera dei Navigli che di figli di una piccola cittadina marittima del Sud, come quello tra cocktail e panino, o cocktail e carni, fondati su una materia prima proveniente da produttori locali, da quelli del panificio Varlese a quelli della macelleria Cirigliano. Qualche esempio? I panini con polpo e burrata, o con la tartare di salmone, l’avocado fresco e la stracciatella, solo per citarne alcuni tra i più sfiziosi. Un insieme di appetizers appetitosi (e il gioco di parole, in questo caso, è d’obbligo), che viene abbinato ad una drinklist innovativa, che va al di là dei classici cocktail, e che cambia mediamente una volta al mese con dieci drink differenti.

Tutti sono “twist on classic”, ovvero rivisitazioni di grandi classici, o ancora, in qualche caso, addirittura inventati di sana pianta, basandosi sulla ricerca di prodotti tipici ed originali per realizzarli. Un esempio? L'”Home Sweet Home”, un “twist” di un americano, che nel 2016 è arrivato secondo classificato alle selezioni della Campari barman competition di Cosenza, nell’ambito di una sfida che coinvolse ben ottanta drink. Come il classico americano si basa su Campari Bitter, insieme a del Vermouth rosso Carpano Classico, ed alla soda. La particolarità sta nel fatto che questi ingredienti classici sono miscelati con della marmellata di peperoncino, filamenti di peperone crusco come guarnizione, e del profumo di bergamotto vaporizzato, frutto di oltre un mese di lavorazione artigianale. Altro drink è il “Wet Americano”, con Campari bitter, Vermouth Carpano antica formula, velluto di birra bionda Lager ed arancia al posto della soda, che restano in sospensione, assumendo una consistenza vellutata. E poi, come dimenticare il “Mojito zen”, che si differenzia da quello classico per l’aggiunta di un blend di rhum invecchiati chiari, scuri ed agricoli, creato artigianalmente, misti alla centrifuga di zenzero fresco filtrata per tre volte e chiarificata. Il risultato è quello di un drink dai sentori molto accentuati, per via della presenza dello zenzero, che può essere particolarmente apprezzato durante la stagione estiva. Altro cocktail è il “Black Flower”, con succo di lime, sciroppo di zucchero, un gin nero autoprodotto, e del carbone vegetale in polvere. Il top è dato da un velluto al liquore ai fiori di sambuco. Un’esperienza indubbiamente originale, che però non trascura anche una piccola selezione di birre – principalmente artigianali – e di vini del territorio, per chi non voglia discostarsi eccessivamente dalla tradizione.

E ora Trebisacce torni ad essere amata

Sandro Aurelio è il nuovo sindaco di Trebisacce. Congratulazioni a lui ed alla sua squadra, cui tocca l’arduo compito di governare una città meravigliosa che ha bisogno di tornare a valorizzare la sua identità, ad essere più amata ed unita, dopo i momenti di scontro – a volte anche fin troppo aspro – che hanno caratterizzato la campagna elettorale da poco conclusasi.

Un cambio di passo nella gestione dei flussi turistici e un miglioramento reale del decoro urbano sono prioritari.

Complimenti anche a Pino Sposato per l’importante risultato raggiunto, e ad Antonio De Santis ed Andrea Petta che pure mostrano di rappresentare una parte rilevante dell’elettorato della cittadina.

Buon lavoro alla nuova amministrazione ed a tutti i rappresentanti consiliari eletti, sia in maggioranza che all’opposizione: tanti i giovani, i professionisti e gli imprenditori che si cimenteranno in una nuova ed importante esperienza.

Per tutto ciò che riguarda la valorizzazione turistica del territorio, delle sue eccellenze e delle sue aziende, proveremo a fare la nostra parte.

A Trebisacce la ceramica come terapia

A Trebisacce realizzare la ceramica artistica diventa attività terapeutica: il laboratorio I Sogni di Minù di Roberta Proto, che ha portato nella cittadina jonica l’arte della ceramica vietrese, ha scelto di dar vita ad un progetto innovativo, con la collaborazione delle psicologhe Eliana Corigliano e Marica Settembrini.
Modellare la ceramica può rappresentare, infatti, una vera e propria attività ricreativa, per staccare la mente da dolori, paure e tensioni sia per il fisico che per la mente. Sarà anche un modo, per i partecipanti, per socializzare: i gruppi di lavoro saranno infatti composti da quattro persone, che si interfacceranno sia con la maestra ceramista che con le esperte che affiancheranno i discenti.
Una bella esperienza senz’altro da sperimentare.

Trebisacce. L’1 e 2 giugno torna la “festa del Biondo”

A Trebisacce, si sa, questo periodo dell’anno è sinonimo di biondo tardivo. Solo in questa città, sulle rive dell’Alto Jonio, e nello specifico nelle meravigliose Vigne, una distesa di circa un centinaio di ettari che cinge l’abitato a Sud, le arance maturano sino al mese di giugno (e, in qualche caso, si conservano sugli alberi perfino oltre). Fino agli anni ’60 questa particolare coltura aveva rappresentato un’importante fonte di sostentamento per decine di “vignaruli“: oggi la sua coltivazione (e, soprattutto, la sua vendita) è ridotta al lumicino, ciononostante la Festa del Biondo è ormai giunta alla sua decima edizione. Quest’anno l’evento di valorizzazione del biondo tardivo si svolgerà tra la Nazionale, i Giardini ed il Lungomare, l’1 ed il 2 Giugno, festa della Repubblica. Come testimonia la locandina allegata che passa in rassegna i vari momenti dell’iniziativa, non mancheranno degustazioni di piatti a base di arancia trebisaccese preparati dagli chef di alcuni ristoranti locali, spettacoli ed intrattenimento musicale.

Anche quest’anno a Trebisacce sventola la Bandiera Blu

Trebisacce si conferma “bandiera blu”: il prestigioso riconoscimento della Fee è stato assegnato alla cittadina jonica, e nello specifico al tratto di litorale che bagna il lungomare cittadino (Riviera dei Saraceni – Viale Magna Grecia – Riviera delle Palme). Si tratta, indubbiamente, di una buona notizia oltre che di un motivo di orgoglio per il territorio, condiviso, in zona, con Villapiana e Roseto Capo Spulico, che potranno anch’esse fregiarsi dell’ambito vessillo.

Fonte: Bandiera Blu 2022: le spiagge migliori d’Italia – la Repubblica

Notizie

Il sito Trebisaccedamare, ci teniamo a sottolinearlo, non è una testata giornalistica, e non ha alcuna velleità di questo tipo. Tuttavia sarà per noi un piacere riportare alcune notizie che possano essere interessanti per il territorio, essendo aperti a contributi e, perchè no, anche informali interviste.

San Giuseppe, la sagra campestre e i “panittelle”: il ricordo

Il 19 marzo la festività di S.Giuseppe è davvero sacrale per la città di Trebisacce. E’ tradizione – eccezion fatta per gli anni di Covid – fare la “scampagnata” in un luogo simbolico, ai piedi del Monte Mostarico, in cui sorge una chiesetta dedicata al Santo che, tra i trebisaccesi, probabilmente non è secondo al santo patrono Leonardo per devozione e venerazione popolare. “La chiesetta dedicata al santo – come ricorda Gaetano La Manna, appassionato di storia e tradizione cittadina – sorge in un luogo, accogliente ricco di vegetazione mediterranea, con profumatissimi pini d’Aleppo e con una vista mozzafiato sul “Trapezakion” di Trebisacce Alta, la marina, il golfo di Corigliano e l’Altopiano silano, mentre ad ovest si possono ammirare il Santuario della Madonna delle Armi e alle spalle della chiesetta il nostro Mostarico”. “Le famiglie – continua La Manna, che ringraziamo per il suo ricordo storico di una tradizione che, per fortuna, non è ancora scomparsa del tutto nonostante le difficoltà degli ultimi anni – si recavano numerose alla Cappella per scegliere il posto migliore all’aperto dove si sarebbe consumato il pranzo. Ma prima il credente si recava nella Cappella del Santo per raccogliersi in preghiera e partecipare alla processione con la statua del Santo: immancabile era l’accompagnamento musicale della banda di Trebisacce, le sue sinfonie arcaiche con zampogne, organetti, tamburelli, e, last but not least, il ballo della tarantella”. Venendo alle tipicità che accompagnavano (e accompagnano) la prima sagra campestre di primavera per eccellenza, La Manna ci ricorda che “in occasione della festività di S. Giuseppe è tradizione sfornare “i panittelle di S Giuseppe”: una sorta di pagnottelle, con uno piu buchetti sulla superficie, che indicano, secondo la tradizione popolare, quanti Padre Nostro si sarebbero dovuti recitare subito prima di consumarle”.

Gaetano La Manna