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La pizza di Mario a Mare compie due anni.. di successi

Due anni di successi per la pizzeria “Da Mario a Mare”, il nuovo fiore all’occhiello dell’Hotel Stellato.

Con il supporto del giovane ma promettente maestro pizzaiolo Salvatore Catapano la pizzeria ha fatto grandi passi in avanti, sin da subito dopo la sua nascita, divenendo un vero e proprio punto di riferimento imprescindibile per tutti gli appassionati del disco di pasta più popolare del mondo nella Costa Jonica.

Un esperimento, quello di Catapano e del suo team, condotto all’insegna dell’innovazione, della ricerca di una materia prima (e, soprattutto, della sua rielaborazione) capace di uscire, all’occorrenza, anche decisamente fuori dal mainstream, sorprendendo i tanti clienti sempre più fidelizzati della pizzeria.

Una scommessa imprenditoriale, quella degli Stellato, che inizialmente avrebbe potuto sembrare ambiziosa, per non dire ardita: ha rappresentato, invece, l’occasione per arricchire ulteriormente il mondo pizza nella zona. Numerosissimi, infatti, sono stati i riconoscimenti conseguiti dalla pizzeria e dalla sua guida in questi ultimi anni, sia in Italia che all’estero.

Trebisacce, “il Balcone dello Jonio”, sulla rivista Borghi & Città

Il Balcone dello Jonio. È, questo, il titolo evocativo scelto dallo speciale dedicato a Trebisacce da Borghi & Città, il magazine ufficiale dell’associazione nazionale Borghi più belli d’Italia nel numero di luglio e agosto.

Condividiamo con tutta la nostra comunità, soprattutto con la rete dei nostri operatori turistici e commerciali – dichiara il Sindaco Alex Aurelio insieme all’assessore al turismo Leonardo Petrone – la bella soddisfazione per questa nuova ed importante finestra internazionale aperta sul patrimonio identitario cittadino. Dobbiamo continuare su questo percorso e dobbiamo farlo – scandisce il Primo Cittadino – con metodo, selezione dei contenuti e ottimismo.

Siamo di fronte ad uno dei tanti piccoli esiti di quella sterzata sul turismo esperienziale che la nostra squadra amministrativa sta tentando di rafforzare con sforzi ed investimenti costanti e coerenti, per una prospettiva di medio e lungo termine.

La bussola – spiega – resta quella del marketing territoriale, sotto le insegne ed i valori della confermata Bandiera Blu.

Vogliamo continuare a privilegiare – continua – la promozione della destinazione Trebisacce oltre i confini regionali, valorizzando tutta la nostra dotazione, quella naturale e quella identitaria se possibile distintiva: dalle produzioni agroalimentari (su tutte l’arancio biondo tardivo) e dalle originali trasformazioni enogastronomiche (come il nostro garum) ai nostri tipici e storici giardini agricoli, dallo straordinario parco archeologico di Broglio ad una diversa fruizione del borgo storico marinaro.

Trebisacce – si legge nello speciale – fu uno dei primi centri calabresi a dotarsi di un lungomare, recentemente ammodernato e fiore all’occhiello della città grazie alle tante realtà enogastronomiche presenti. Un’altra attrattiva è rappresentata dal pontile, vera e propria passerella sul mare, anticamente attracco di imbarcazioni per le attività di pesca e di commercio. Ed i giardini di Trebisacce, ovvero gli agrumeti, rappresentano – questa forse la zoomata più interessante di Borghi & Città – il polmone verde della cittadina: i percorsi interni consentono a chiunque di fare rilassanti passeggiate a stretto contatto con la natura e a pochi passi dal mare. – (Fonte: Comune di Trebisacce – Comunicazione istituzionale/strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).

Trebisacce. L’Accademia Italiana della Cucina ospite alla Rotonda

Una domenica speciale quella vissuta a Trebisacce per gli appassionati di buona cucina: il delegato di Cosenza dell’Accademia Italiana della Cucina Rosario Branda ha, infatti, fatto visita al Ristorante “La rotonda”, sul Lungomare, in occasione dei 70 anni dell’accademia. Un traguardo importante, quest’ultimo, che la prestigiosa realtà sta festeggiando con eventi ed appuntamenti in giro per l’Italia.

Branda con lo chef de La Rotonda Luca Loris Aloia e il patron Giuseppe Russo

La presenza di una rappresentanza dell’Accademia a Trebisacce esprime la vicinanza ad un riferimento di eccellenza della ristorazione locale. Gagliardetto consegnato, dunque, con le immancabili foto di rito a coronamento di un pranzo domenicale di transizione tra primavera ed estate allo stesso tempo local e sognatore. E alla Rotonda non poteva essere diversamente.

Rosario Branda (Accademia Italiana Cucina) con i fratelli Russo

Concorso fotografico Obiettivo Trebisacce: ancora poco per partecipare / Dettagli

Ancora due giorni per poter partecipare al Concorso Fotografico “Obiettivo Trebisacce” che ha come scopo quello di valorizzare i tanti artisti presenti sul territorio.

La partecipazione è gratuita e le opere saranno valutate da una giuria che assegnerà loro un premio. Le foto dovranno contenere i luoghi caratteristici della Città e saranno validi anche i video e le immagini realizzate con drone poiché avranno un premio riservato.Per partecipare è necessario compilare e allegare alle fotografie ed eventuali video il modulo di adesione firmato (Allegato A) ed inviando tutto all’indirizzo protocollo@comune.trebisacce.cs.it (se di notevoli dimensioni in formato Zip o tramite WeTransfer) oppure consegnandole con pennetta USB all’ufficio Turismo (Secondo Piano). La scadenza è fissata al 20 Giugno 2023, ovvero a dopodomani. Le foto saranno utilizzate in seguito per fini turistici menzionando il nome dell’artista 📸ℹ️Il link per tutte e le info e per partecipare è il seguente ⬇️⬇️⬇️https://www.comune.trebisacce.cs.it/Home/DettaglioNews?IDNews=236599

La Rotonda, il salotto buono di Trebisacce dalla cucina audace

E’ il più elegante – e volutamente – dei ristoranti di Trebisacce, vero e proprio salotto buono della cittadina jonica proiettato sulla Riviera dei Saraceni.

E “Saraceno” era anche il “Sasso” dove negli anni ’60 danzavano spensierati i tanti turisti che affollavano Trebisacce, che all’epoca già iniziava a strutturarsi come località balneare di tutto rispetto.

Trebisacce. Il lungomare e l’attuale sede de La Rotonda negli anni ’60.

La Rotonda nasce nel 2007, quando il locale, vecchia gloria dello svago trebisaccese, fu riportato a nuova vita.

Da dieci anni il timone è saldamente nelle mani di Giuseppe Russo.

Da allora, gradualmente, da locale di ispirazione tradizionale la Rotonda si è spostata verso un’offerta che strizza l’occhio al fine dining, con una serie di rinnovi agli interni ed al giardino esterno, e, last but not least, l’aggiunta di un banco del pescato a vista nell’estate del 2021.

Alla guida della brigata c’è stabilmente lo chef Luca Loris Aloia, che ben ha interpetato il progressivo cambio di rotta del locale cittadino insieme al sous chef Francesco Mutto.

In carta a farla da protagonista sono l’innovazione, la sperimentazione, lo stile audace e di rottura che sa rompere gli schemi della tradizione: non mancano, però, alcuni piatti signature che il menù ospita ormai da tempo, legati ad un novero di prodotti del pescato locale pressochè sempre presenti – quando disponibili – dalle aragoste della Secca di Amendolara, alle seppie “a chilometro zero”, al polpo, che diviene protagonista di un’insalata di mare scomposta, ai gamberi viola dello Jonio crudi, serviti, come anche il tonno, in forma di tartàre. Eccone alcuni tra i più rappresentativi:

Scrigno al nero di seppia ripieno di burrata pugliese, gamberi viola e tartufo
Spaghetto di Gragnano del Pastificio Gentile con polpa di riccio, tartare di gambero viola e filetti di peperoncino piccante disidratato.

Qui per reindirizzarsi al menù completo

Altro fiore all’occhiello del ristorante è, senz’altro, la cantina, composta da etichette nazionali ed estere, chiudendosi con una curata carta dei distillati, curata personalmente dal patron.

Gli interni e la cantina

Come in ogni salotto buono che si rispetti, la chiusura non poteva non essere affidata a dessert della pasticceria Sal De Riso di Minori, a suggellare l’attenzione verso le eccellenze del territorio campano, cui titolari e chef guardano da sempre con grande attenzione.

Da Lucrezia, il territorio protagonista nella cucina di Giuseppe Gatto

Nacque come una pizzeria e semplice trattoria il ristorante “Da Lucrezia”, che oggi è uno dei più autorevoli indirizzi della città.

A guidarne la cucina, dal 2007, c’è lo chef Giuseppe Gatto, che ha ereditato la tradizione familiare di mamma Lucrezia, innovandola, ma proseguendola sempre all’insegna dell’autenticità dei prodotti territoriali.

Giuseppe, dopo gli studi alberghieri, e quelli universitari, compiuti a Cosenza, è divenuto sommelier (lo testimonia, del resto, la ricca ed articolata cantina di cui può fregiarsi il locale): a partire dall’età di 16 anni ha affiancato la madre, nella conduzione del locale, che da semplice pizzeria e , in seguito, anche rosticceria take away si è trasformato in uno dei principali indirizzi cittadini, a suggellare una dedizione alla tradizione locale con pochi casi simili in zona.

Ristorante Da Lucrezia, gli interni

Una continua ricerca delle eccellenze del territorio, quella compiuta dallo chef Gatto, che si esprime anche nel suo impegno nella locale Condotta Slow Food Magna Grecia-Pollino, di cui è responsabile dei Presidi.

La materia prima, rigorosamente espressione del pescato fresco del luogo: dalle aragoste della Secca di Amendolara, alle seppie pescate al largo di Trebisacce, alle alici, ai totani, alla gallinella di mare, passando per il pescato di paranza. Pesce di territorio, protagonista, un tempo, di una cucina povera, ma divenuta, poi, il volano per la costruzione di una proposta gastronomica creativa ed autorevole.

Non manca, però, anche grande spazio per i prodotti della terra, quelli qualitativamente elevati ed unici nel proprio genere, acquistati grazie al rapporto continuativo e diretto con i piccoli produttori locali, come, ad esempio, il tartufo nero del Pollino, quando disponibile.

Ristorante Da Lucrezia. tartufo nero del Pollino

Trattata da mani sapienti e appassionate, è trasformata in piatti semplici ma al contempo di sicuro successo.

Ristorante Da Lucrezia. Lo chef Giuseppe Gatto

La carta del locale parla da sè, ispirandosi alla tradizione marinara autentica, coniugando piatti tradizionali e portate espressione di una rivisitazione più complessa di quanto di meglio passa il convento delle paranze del territorio. Eccone alcuni tra i più rappresentativi:

Ristorante Da Lucrezia. Zuppa ristretta di merluzzo, gallinella e rana pescatrice.
Riso di Sibari al nero di seppia ed il suo crudo
Ristorante Da Lucrezia. Riso di Sibari con totani, pesto di basilico, stracciatella allo zafferano e gocce di peperoncino.

Altro pezzo forte del locale è senz’altro la pizza, con impasto ad alta digeribilità ed a lunga lievitazione. Nel pieno rispetto della tradizione locale, però, per i fedelissimi delle tipicità del luogo, è imperdibile la pitta, che ancora oggi trova spazio nella carta del delivery.

Trebisacce, stasera in scena la “Festa del Biondo”

Eccellenze del territorio ed estro creativo di artigiani del gusto e piccoli appassionati produttori locali in scena questa sera, a Trebisacce, per la consueta edizione della festa del biondo, che, come ogni anno, si svolge agli inizi di Giugno per suggellare la stagione della raccolta.

L’arancia tardiva di Trebisacce è valorizzata in quest’occasione grazie all’impegno di Assopec guidata da Nicola Perrone e del Comune di Trebisacce, con il sindaco Aurelio, gli assessori Petrone e Nigro e l’amministrazione tutta che supportano l’iniziativa.

Ma, prima ancora, la festa del biondo esprime l’operosità della rete di piccoli produttori che coniuga arte e gusto mettendo in campo la propria sapienza per produrre gustosi piatti – ma anche e soprattutto produzioni – a base di biondo.

Un frutto unico nelle sue proprietà organolettiche ma, soprattutto, versatile nel suo uso quello di Trebisacce: tante le sperimentazioni gastronomiche di cui è indiscusso attore protagonista.

C’è il biondo nella birra prodotta ogni anno da Alex Rescia, titolare dell’American Fast Food, che da oltre trent’anni sa regalare un pezzo d’America a chi visita Trebisacce.Ma l’arancia trebisaccese di primavera è da tempo anche protagonista di un’attenta ricerca culinaria da parte di sapienti ristoratori locali attenti al territorio: dall’iconica Trattoria del Sole al più innovativo Lucrezia all’ormai Bottega degli Antichi Sapori.

Come dimenticare, poi, i prodotti al biondo realizzati dalla storica Pasticceria De Marco, dal classico gelato ai croissant al pan di Spagna con crema pasticciera.

Anche l’affermata pasticceria Meraviglie di Mena ha realizzato una fresca e gustosa granita al biondo.

Come dimenticare, poi, le produzioni artistiche ispirate a quello che potrebbe divenire l’oro arancio di Trebisacce, valorizzate da una valente ditta di artigianato locale come le Ceramiche Zietta.

Tutte queste eccellenze sono in scena in questa partecipata giornata di festa che sta proseguendo, in via Lutri, per l’occasione trasformata in isola pedonale oltre che vetrina per tanti artigiani del buon gusto: insieme ai prodotti a base di pescato locale, ai salumi ed alle specialità casearie e della panificazione che operano nel territorio.

Trebisacce. Torna la Festa del Biondo Tardivo / Programma

Torna, come ogni anno, il consueto appuntamento con la Festa del Biondo. L’iniziativa, organizzata da Assopec Trebisacce, guidata da Nicola Perrone, vede il patrocinio del Comune di Trebisacce.L’obiettivo della festa del biondo è quello di valorizzare un’eccellenza rara quale il biondo Tardivo di Trebisacce, contribuendo a renderlo volano di sviluppo per l’economia del territorio oltre che motore di aggregazione e convivialità.Tante le iniziative che si susseguiranno, articolate nella due giorni dell’1-2 giugno, giorno clou della manifestazione. Dai Giardini a via Lutri la città sarà in festa all’insegna del suo gustoso simbolo: tante le produzioni culinarie a base di un prodotto che – potenzialmente – potrebbe divenire l’oro arancio del territorio.

Trattoria del Sole: la storia della ristorazione a Trebisacce

Era il 1970 quando Vincenzo Pinelli e sua moglie Filomena, da Plataci giunsero a Trebisacce e diedero vota ad una semplice e genuina trattoria a due passi dal mare e dall’approdo dei pescherecci. Trebisacce era forse ancor più che oggi, una città a forte vocazione marinara: ogni pescheria aveva la sua imbarcazione.

Fonte: pagina Facebook de “La Trattoria del Sole”

Eppure nei primi anni la Trattoria era un ristorante di terra. Pochi i piatti di mare, a parte la frittura, le alici e le seppie scattuliate e pochissime altre portate a seconda della disponibilità giornaliera, in carta dominavano la pasta e fagioli e soprattutto i bucatini con le braciole, che venivano definite “cu o’pugno” per via del fatto che queste avevano, per l’appunto, proprio la forma di un pugno chiuso.

Nel 1982 lo spostamento nell’attuale sede: Trebisacce cresceva e, contemporaneamente, lo faceva anche la Trattoria, che per lunghi anni fu l’unico punto di riferimento enogastronomico in città, unica per decenni ad essere segnalata sulla prestigiosa Guida Michelin.

Poi, gli anni più recenti, che hanno visto la Trattoria di Mimmo Pinelli, figlio del fondatore, rappresentare con grande successo, la cittadina Jonica in noti programmi televisivi quali Camper, La Prova del Cuoco e il Festival di Sanremo nelle due edizioni del difficile periodo pandemico (2020 e 2021).

Oggi il menù è ricco e variegato, ed improntato sul mare, declinato in chiave tradizionale rivisitata. Tra i piatti più gettonati ci sono certamente i grandi ed immancabili classici della cucina marinara, dall’insalata di mare agli Spaghetti alle vongole, alla grigliata mista al giardino di Vincenzo.

Eppure, nel corso degli ultimi anni, la cucina di Giusy Folda – moglie di Domenico – e Rosa Pinelli, sua sorella, ha puntato a congiungere tra loro armonicamente molti prodotti espressione della tradizione marinara ed agricola locale. I moscardini, direttamente dalle paranze, divengono i protagonisti di una fusion equilibrata con la crema di zucca e l’aromaticità della mentuccia.

Interpretano la bellezza gastronomica del territorio gli spaghetti con frutti di mare, battuta di gambero viola dello Jonio e zeste di biondo Tardivo di Trebisacce. Per secondo si può optare per una tagliata di seppie – a km 0 – su letto di patate e cipolla di Tropea.

Si può chiudere, ancor più all’insegna del territorio, con il sorbetto al biondo, orgoglio di casa (e della città), che valorizza una rarissima ed apprezzata perla del patrimonio agrumicolo italiano.

Trebisacce. Cane smarrito, l’appello: “Aiutateci a ritrovarlo” / La segnalazione

++ Il cane è stato ritrovato ++

Condividiamo con voi la segnalazione giunta al nostro blog dalla dottoressa Mimma Adduci.

“Si è smarrita la nostra cagnolina Briciola. È un volpino bianco con un collarino rosso. È stata vista in zona Sant’Antonio e nei pressi dell’Istituto Filangieri qualche ora fa . Contattateci per favore se la vedete. Si offre ricompensa”

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